Fitoterapia
La fitoterapia, dal greco phytón (pianta) e therapéia (cura) è, in senso generale, quella pratica che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere psicofisico. Data l’antichità di questa pratica, quasi sicuramente rappresenta il primo esempio di pratica terapeutica umana.L’utilizzo terapeutico delle piante si ritrova in tutti i sistemi terapeutici umani, da quelli più antichi e basati su osservazione ed empirismo, a quelli più sofisticati e con livelli di complessità teorica elevata, arrivando fino alla moderna biomedicina. La medicina popolare si serve di rimedi fitoterapici da tempi immemorabili. Ippocrate citava il rimedio come terzo strumento del medico accanto al tocco e alla parola.
Dal punto di vista terminologico, limitandosi alla Unione europea, e limitatamente alla Gran Bretagna, esiste una categoria professionale istituzionalizzata di fitoterapeuti, con percorso formativo universitario distinto da quello previsto per la biomedicina, e con protezione legale del nome. riconosciuta dalla biomedicina. In Italia è attiva dal 1992 la Società italiana di Fitoterapia, che ha fra i suoi obiettivi statutari “quello di operare affinché l’uso razionale delle sostanze vegetali sia riconosciuto per il ruolo di utilità che esso è in grado di sostenere anche nella medicina moderna”.
Bisogna fare una premessa: i medicinali fitoterapici non vanno confusi con i preparati erboristici in quanto, pur essendo quest’ultimi dotati a volte di proprietà farmacologiche, non sono medicinali per legge.,tanto meno va confusa fitoterapia con omeopatia sia perché sono due dottrine molto diverse sia perché, soprattutto, la prima ha principi scientifici ed efficacia dimostrata, la seconda invece è pseudoscienza senza risultati comprovati maggiori dell’effetto placebo[7]. Le differenze principali fra i farmaci propriamente detti, di sintesi chimica, e i fitoterapici riguardano la composizione e concentrazione dei principi attivi, pochi e a concentrazione nota e stabile per i farmaci di sintesi; molti, non opportunamente tutti attivi e a concentrazione variabile nei fitoterapici.